
Dall'arresto alla cella, ogni passo conta
Fino a oggi un arresto a Liberty Bay durava il tempo di un battito di ciglia: manette, un attimo di attesa e il sospettato spariva dietro le sbarre, ovunque ci si trovasse. Niente viaggio, niente custodia, niente giudice. Patrick è stato arrestato una volta in spiaggia, ancora con il gelato in mano. Il gelato, invece, è rimasto libero.
Da oggi un arresto è un percorso, dalla strada fino alla cella.
🔗 IL FERMO
Tutto comincia in strada. Una volta ammanettato il sospettato, l'agente può trascinarlo con sé, sfilargli il passamontagna, farlo salire su un veicolo e farlo scendere all'arrivo, il tutto con l'interazione rapida. Una volta in auto il fermato resta seduto dove l'hanno messo, senza poter scendere da solo. Il posto di guida, ovviamente, non è un'opzione.
🏛 IN CASERMA
L'arresto non si fa più ovunque: il fermato va portato in una struttura del proprio corpo, ammanettato e al fianco dell'agente. Solo se il sospettato non è sopravvissuto allo scontro si può procedere sul posto. Dopo l'arresto il detenuto finisce in una cella di custodia, in attesa che un giudice esamini la sua posizione.
🛥 IL VIAGGIO VERSO LA PRIGIONE
Se l'arresto viene convalidato, il detenuto parte con una nave in direzione della prigione, accompagnato da un agente. A bordo, il reparto di competenza viene avvisato del nuovo arrivo, anche chi prende servizio più tardi, e un agente lo scorta fino alla cella definitiva, dove sconterà la pena. Patrick ha chiesto una cabina con vista mare. Gliel'hanno data, con le sbarre.
La cella è pronta. Ora resta da capire chi ci entrerà per primo.
Scorta i primi detenuti a partire dal 3 novembre.